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Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale

Anno Accademico 2020/2021

Schede ECTS

 
FTIS - Specializzazione
II Licenza  
 
Teologia patristica - I: «Il martire e Cristo nel pensiero di Sant’Agostino»
Codice del Corso
S-20TPA01
Corso Integrato
Teologia patristica - I
Docenti
Bonato Antonio
Anno di corso
S
Semestre
ECTS
3
Ore
24
Lingua in cui viene erogato il corso
Italiano
Modalità di erogazione del corso
Convenzionale
Tipologia di insegnamento
Non definito
Tipo Esame
Prova Orale
Metodo di Insegnamento
Didattica formale/lezioni frontali
Obiettivo

Il corso intende introdurre gli studenti nell’apprendimento del metodo esegetico di Sant’Agostino e delle principali tematiche teologico-spirituali, presenti nei suoi scritti, con particolare riferimento alle controversie sorte durante il periodo laicale, sacerdotale ed episcopale.

Programma

Contenuti

a. Il paradosso cristiano: «morendo i martiri vivono», perdendo la vita la ritrovano.

b. La concezione agostiniana del martirio: Cristo, capo del corpo mistico, vivo e presente nei martiri; adiutor martyrum, interviene per liberarli dalla violenza dei persecutori; coronator martyrum, soffre e lotta con loro, rendendoli vittoriosi nel martirio. Testimoni di Cristo, i santi martiri offrono la loro vita per il Vangelo e per i fratelli, contribuendo così alla redenzione del mondo.

c. Evoluzione della concezione del martirio prima e durante l’episcopato: nel periodo, che va dalla dalla conversione agli anni del sacerdozio (386-396) e nel corso delle grandi controversie, che hanno segnato il suo episcopato (396-430).

d. Controversia manichea: Agostino respinge la pretesa dei Manichei di rifiutare l’eredità veterotestamentaria e di eliminare pregiudizialmente alcune parti del Nuovo, e afferma senza mezzi termini che le promesse del Vecchio Testamento sono figura e anticipazione degli eventi che si sono realizzati nel Nuovo, per cui a impedisce di mettere a confronto i giusti dell’AT con i martiri del Nuovo. All’accusa manichea di aver sostituito il culto pagano degli idoli con quello dei martiri, risponde sostenendo che il culto cristiano è rivolto non ai martiri in quanto tali, ma «al Dio dei martiri».

e. Controversia donatista: l’Ipponense affronta l’aspetto disciplinare, ecclesiologico e sacramentario del problema. Respinge la pretesa dei Donatisti di essere la Chiesa dei martiri, dei perseguitati, dei servi di Dio e dei santi, odiati dal mondo, e afferma che il titolo di martire spetta legittimamente solo a chi sacrifica la propria vita per la giustizia, in vista del Regno dei cieli. Contesta, inoltre, l’uso strumentale che i Manichei fanno dell’autorità del vescovo e martire Cipriano, considerando invalido il battesimo dei Cattolici, senza eccezione, definiti traditores o discendenti dai traditores, eretici e, quindi, incapaci di battezzare validamente. Quindi, egli da un lato difende la validità del Battesimo degli eretici, poiché è sempre Cristo che battezza; dall’altro, sostiene che la capacità di generare figli appartiene solamente alla Chiesa cattolica, che è segno di unità e di carità, dono dello Spirito Santo. La polemica antidonatista s’incentra poi sulla legittimità dei provvedimenti punitivi, emanati dalle autorità imperiali nei loro confronti, e sulla visione di Chiesa. Alla concezione ecclesiologica dei puri e dei giusti, separati dai cattivi e dai traditori, Agostino oppone infine quella dell’unità del corpus permixtum, nel quale sono presenti buoni e cattivi.

f. Controversia antipagana: nel De civitate Dei, il Retore cristiano condanna il suicidio e gli exempla virtutis dei Romani, i quali, pur di raggiungere la gloria mondana, hanno compiuto azioni eroiche, degne di ammirazione. Diametralmente opposta risulta la vita dei cristiani e quella dei pagani: i primi cercano la gloria di Dio e l’amore per la giustizia, mentre i secondi aspirano all’onore, al potere e alla gloria terrena. Tenendo conto delle finalità religiose e spirituali che hanno spinto che i martiri a versare il loro sangue per Cristo e per il regno di Dio, ne consegue che le virtù (altruismo, coraggio, abnegazione, sacrificio, ecc.), perseguite dai Romani per se stesse, senza il riferimento a Dio, sono gonfie di orgoglio, e sono pertanto da considerarsi a tutti gli effeti vizi, perché non tendono al loro fine ultimo, che consiste nel dare gloria a Dio.

g. Controversia pelagiana: iniziata nel 411-412, si focalizza essenzialmente sul problema della grazia e sui doni concessi da Dio ai santi martiri, affinché abbiano la forza di affrontare con coraggio i processi e i tormenti, inflitti loro dai persecutori. I martiri non sono supereroi, ma semplici uomini e credenti, che hanno sperimentato la loro fragilità creaturale e hanno provato trepidazione e turbamento di fronte alle crudeli sevizie dei torturatori. La perseveranza dei martiri si fonda in ultima analisi sul dono di grazia, ossia sull’aiuto di Dio, che consente loro di rimanere saldi nella fede.

h. Il martirio, vertice della vita cristiana, nella prospettiva teologico-spirituale di Agostino. La pazienza, il coraggio, la carità e la speranza dei martiri.

Avvertenze

Il corso prevede lezioni frontali da parte del docente, la lettura in aula di brani scelti dalle opere del santo Dottore e la possibilità da parte degli studenti di sviluppare una tematica relativa a una sezione dell’area programmata. La verifica dell’apprendimento avverrà sulla base di un tesario riassuntivo delle tematiche proposte durante le lezioni e sulla eventuale valutazione dell’esercitazione scritta, concordata preventivamente con il docente.

Bibliografia

W. H. C. Frend, The North African Cult of Martyrs: From Apocalyptic to HeroWorship, in Jenseit­svorstellungen in Antike und Christentum. Ge­denkschrift für Alfred Stuiber (JAC 9), 1982, 154-187; G. Lapointe, La célébration des martyrs en Afrique d’apres les sermons de saint Augustin (Cahiers de Com­munauté Chrétienne 8), Communauté chr­étienne, Montreal 1972; M. Pellegrino, Chiesa e martirio in Sant’agostino, in «Rivista di Storia e Letteratura Religiosa» 1, 1965, 191-227 = «Ricerche patristiche» 1, 1982, 597-633;Id., Cristo e il martire nel  pensiero di Sant’Agostino, in «Rivista di Storia e Letteratu­ra Religiosa» 2, 1966, 427-460 = «Ricerche pa­tristiche» 1, 1982, 635-668; V. Saxer, Morts, Martyrs, reliques en Afrique chrétienne aux pre­miers siècles, Beauchesne, Paris 1980; C. Straw, s.v. Martirio, in A. Fitzgerald (ed.), Agostino. Dizionario enciclopedico, edizione italiana a cura di L. Alici e A. Pieretti, Città Nuova, Roma 2007, 914-920. Altri testi e sussidi saranno indicati durante il corso delle lezioni.