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Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale

Anno Accademico 2020/2021

Schede ECTS

 
FTIS - Istituzionale
I Baccalaureato  
 
Seminario di sistematica
Codice del Corso
I-SEMSIST
Corso Integrato
Seminario di sistematica
Docenti
Noberasco Giuseppe
Anno di corso
Semestre
ECTS
3
Ore
24
Lingua in cui viene erogato il corso
Italiano
Modalità di erogazione del corso
Convenzionale
Tipologia di insegnamento
OBBLIGATORIO
Tipo Esame
Prova scritta
Metodo di Insegnamento
Lezioni, Esercitazioni, Seminari
Obiettivo

Nel corso della teologia del Novecento da più parti viene riconosciuta nella forma narrativa dell’evangelo l’elemento in cui è fatta valere adeguatamente la realtà della Verità di Dio, ovvero il suo accadere coinvolgendo la libertà di ogni uomo. Ben lungi dall’essere puro strumento accessorio, la narrazione consente quindi di superare una visione puramente puntualistica della rivelazione cristologica, mostrando come la Verità di Gesù si costituisca nell’incontro con tutte le vicende che da essa sono ricondotte a se stesse. Il corso metterà a tema la valenza escatologica di tale dinamica, il suo consentire l’apertura della storia universale come vicenda in cui Dio si destina alla libertà di ciascuno costituendola nella sua singolarità. Essa trova il suo realismo nel fatto che la Verità cristologica si lascia determinare dalle figure dell’antica alleanza, da una parte, e dall’attestazione ecclesiale, dall’altra. È quindi a partire da tale vicenda che possono essere compresi l’Origine divina della storia ed il suo Compimento definitivo.

Programma

Il corso prende avvio dall’esame critico della proposta di E. Käsemann e dalla sua rivalutazione della forma narrativa dell’attestazione evangelica. Con essa si reagisce alla svalutazione della dimensione storica operata da R. Bultmann in nome del primato del kerygma. Per Käsemann l’annuncio del Risorto non si riduce alla puntualità della Parola ma apre la storia dall’Origine al Compimento. Il racconto non riduce quindi la storia al disponibile, all’oggettivazione della salvezza, ma la svela come la vicenda che Dio in Cristo istituisce con l’uomo. La scoperta di Käsemann richiede tuttavia di essere precisata nella sua valenza sia teologica che antropologica: in che senso la vicenda temporale riguarda Dio e l’uomo? A partire da tale interrogativo la teologia successiva cerca di pensare la narrazione della salvezza evitando i due rischi: la riduzione della storia a pura raccolta di fatti leggibili in senso positivistico, ma anche la sua riduzione all’agire divino. Si tratta quindi di pensare l’essere insieme di Cristo e dell’uomo come la vera radice dell’atto narrativo. In questo senso J.B. Metz rilegge la forma narrativa cogliendone l’aspetto decisivo nella dinamica pratica. Narrando l’uomo riprende l’evento della Passione rendendone attuale la portata liberante. Grazie al racconto l’evento salvifico non resta sclerotizzato nel passato ma riaccade nel presente, orientando la dinamica storica verso il futuro. In Theobald la valenza pratica del racconto è fatta coincidere nel rimando di ciascuno alla propria unicità, in un rapporto di santità ospitale. Resta tuttavia aperta la questione della singolarità sia dell’uomo che della vicenda cristologica. La concettualità pratica a cui entrambi fanno riferimento impedisce di far valere la dimensione della singolarità poiché non coglie il livello radicale dell’agire, ovvero il suo coinvolgere l’esistenza nella sua totalità. In tale prospettiva E. Jüngel pensa il narrativo e la sua densità teologica. Ciascuno accede alla singolarità dell’esistenza poiché Dio si autodetermina nella vicenda di Gesù, per questo la narrazione evangelica è essenziale per dire la dinamica veritativa della rivelazione. Il punto che tuttavia Jüngel lascia irrisolto riguarda proprio il ruolo della libertà, l’atto narrativo in quanto atto del credente. Riconoscendo la precedenza dell’agire cristologico, l’uomo è rimandato al compito di dire la vicenda storica con il suo atto personale. In tale rimando deve essere riconosciuta la valenza escatologica dell’atto narrativo.

Avvertenze

Il corso ha carattere seminariale. Esso presuppone e approfondisce le considerazioni svolte nel corso sulla Storia della teologia contemporanea. Si partirà da una lezione frontale del docente in cui verrà introdotta la questione del pratico nella teologia novecentesca e si proseguirà con il lavoro seminariale degli studenti.

Bibliografia

E. Jüngel, Dio mistero del mondo, Queriniana, Brescia 1977; Id., Paolo e Gesù, Paideia, Brescia 1978; J.B. Metz, La fede nella storia e nella società, Queriniana, Brescia 1978; E. Käsemann, Il problema del Gesù storico, in Saggi esegetici, Marietti, Casale Monferrato 1985, 30-57; P. Gibert – Ch. Theobald, Le cas Jésus Christ, Bayard, Paris 2002; Ch. Theobald, Cristianesimo come stile, Voll. 1-2, Dehoniane, Bologna 2009.