Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-26TP02 |
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Corso Integrato
| Teologia pastorale – I |
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Docenti
| Lorenzi Ugo |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 2° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova Orale |
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Metodo di Insegnamento
| Didattica formale/lezioni frontali |
L’azione pastorale desidera contribuire a un cambiamento. Con cambiamento vanno intese tante cose: assimilare il deposito della fede, accolto e levigato dentro la buona tradizione di cui viviamo; interagire con la novità che ci raggiunge dalle espressioni culturali della comprensione di sé che le persone hanno di sé; il camminare di persone e comunità dentro la vita e la storia; l’impossibilità che un’istituzione proponga dei cambiamenti, senza accettare il fatto che, volente o nolente, li sta già vivendo in prima persona. Questo ventaglio libera dall’idea che parlare di cambiamento in pastorale traduca una visione dell’azione come qualcosa di pre-meditato, una pretesa demiurgica verso le persone, che piega la catechesi a un eccesso tecnologico, non genuino. La vita è, in sé, mutamento, imprevisto che modifica, composizione sempre malriuscita di movimenti divergenti, trasformazione. Un’evangelizzazione a servizio della vita mette a tema il cambiamento, e il suo alter ego silente e recettivo, la metamorfosi, come qualcosa che, semmai, la aiuta a guarire da atteggiamenti premeditati.
Il corso intende immergersi, e all’inizio quasi perdersi, in alcuni ambienti della pastorale attuale, attraverso dei racconti in prima persona di chi ci vive. L’iniziazione cristiana dei bambini e ragazzi, l’esperienza della pastorale carceraria, la riscoperta dei cammini, stavolta non quelli a lunga gittata, ma vicini: santuari, percorsi, interazione tra credere e dimensione fisica. Si vorrebbe considerare ciò che la vita, e il Signore in essa, provocano all’interno di queste situazioni. Provare a vedere cosa succede, quando qualcuno dice che qualcosa è cambiato. La modalità vuole essere dall’interno: non la parafrasi di ciò che nella vita emerge, ma l’entrarci ancora di più, in particolare nella forma dell’immedesimazione nelle situazioni, attraverso il gioco, e le sue feconde teorie, anche richiamate, ma soprattutto vissute dall’interno.
Obiettivo è provare a prendere sul serio l’espressione di Jacques Lacan, secondo cui non esiste meta-linguaggio. Che può essere interpretata così: occorre fare attenzione alle operazioni di lucidità e analisi, quando si ha a che fare con il campo pratico. Bisogna guardarsi da quell’impercettibile, e inesorabile, contrappasso per cui, quando si formalizzano le cose per vederle meglio, ci si stacca anche dalla vita. Proviamo a vedere cosa succede, stando dentro in modo prolungato nel campo dell’azione, e in una disciplina sistemica, secondo la quale la comprensione corretta sta nel tener vivo un interrogarsi dentro una pluralità di elementi interdipendenti, nessuno dei quali può essere dichiarato come decisivo. Almeno non prima di essercisi persi dentro per un po’.
Praticheremo tre modalità: l’insegnamento del docente, lo scambio in gruppo e a piccoli gruppi, e la modalità del gioco.
U. Montisci (ed.), Fare catechesi oggi in Italia. Tracce e percorsi per la formazione dei catechisti, san Paolo, Milano 2023.