Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale

Scheda dell'insegnamento

FTIS - Specializzazione
II  Licenza  
 
Teologia fondamentale – I: «“Allora i loro occhi si aprirono e lo riconobbero” (Lc 24,31). Tracce di Estetica teologica»
Codice del Corso
S-26TF01
Corso Integrato
Teologia fondamentale - I
Docenti
Cornati Dario
Anno di corso
S
Semestre
ECTS
3
Ore
24
Lingua in cui viene erogato il corso
Italiano
Modalità di erogazione del corso
Convenzionale
Tipologia di insegnamento
Non definito
Tipo Esame
Prova Orale
Metodo di Insegnamento
Didattica formale/lezioni frontali

Programma

Tutti lo sanno. E molti ne parlano. Si deve a Balthasar il soprassalto estetico in teologia: l’azzardo, tanto caro alle radici del logos cristiano, di un disegno di ristrutturazione del sapere della fede attorno al trascendentale sensibile. «L’attacco mediante l’estetico – scriveva in sintesi – può sembrare insolito, ma è ciononostante l’unico che renda piena giustizia alla realtà obiettiva. La prima cosa, obbiettivamente vista da noi, è il lasciar essere ciò che si mostra, anche quando questo dovesse essere l’eterno amore per me». Per intenderci: la restituzione della bellezza e, quindi, dell’intera dimensione estetico-percettiva, al livello che più che le compete non obbliga affatto a rinunciare all’articolazione del momento logico ed etico del credere. Promuove, piuttosto, la riabilitazione della pari dignità dell’estetico, in vista della necessaria compiutezza dell’ordine teologico del sapere. Nel frattempo, però, la storia non si è fermata. La ricerca biblica (P. Beauchamp, E. Haulotte, D. Marguerat) e la fenomenologia della carne (M. Merleau-Ponty, J. L. Marion, M. Richir) – solo per fare qualche nome – per vie diverse ma non estranee fra loro, ne hanno fatto di strada: togliendo altra cenere dal cuore della teologia fondamentale. Rileggere, in particolare, i racconti evangelici della passione di nostro Signore e delle apparizioni di Gesù Risorto attraverso il prisma di questa diversa competenza è la sfida del corso. Agli occhi del passante e del lettore, il corpo del Maestro, schiacciato e sfinito come «agnello condotto al macello», sembra privato di ogni sua sensibilità: anato nel suo potere di vedere, toccare, gustare, sentire e udire. In realtà, il Padre non ha mai smesso di generarlo: conferendogli il potere di trasmettere a ogni essere umano il dono della vita eterna e, con essa, una diversa sensibilità per il senso. La corsa delle donne e dei discepoli, dopo i tre giorni di fuoco, è persino una danza, una perichṓrēsis, del sentire: profumi, aromi, bocconi di pane e pezzettini di pesce arrostito, visioni di angeli e di reti ricolme, che sembrano anticipare il fuori-spazio e il fuori-tempo del regno. Già Origene, Bonaventura, i teologi di San Vittore, ce lo avevano raccomandato: quando la fede si accende, la grazia regala sensi spirituali in grado di riconoscere, per via, e rigenerare, nel gesto dell’affezione, legami imprepensabili.


Obiettivo

Obbedendo all’ordine di questi spunti tematici, il corso si impegnerà, in una prima parte, a sondare le voci più persuasive dell fenomenologia nella sua opera di discernimento della specifica intenzionalità, iscritta nei cinque sensi corporei e promossa dalla loro reciproca sinergia (sensibilità per il senso?). Mentre, nella sua seconda fase, presterà totale attenzione alle narrazioni dei quattro evangelisti, che rivivono «la corsa» verso il sepolcro vuoto come esperienza di risurrezione della loro stessa sensibilità per il regno dei cieli. I due registri, rafforzati dallo studio delle forme pratiche della cultura, convergeranno in alcune meditazioni finali destinate a coronare la promessa di un’estetica teologica del sentire spirituale (corpo generativo?).


Avvertenze

L’itinerario comune si svolgerà attraverso lezioni per lo più frontali, che assicurino i contenuti fondamentali alla ricerca, chiedendo allo studente una partecipazione attiva mediante il costante coinvolgimento e la lettura dei saggi indicati in bibliografia. Il colloquio finale, verterà sulla lettura personale di un testo mirato, concordato col docente, e sull’esposizione di un capitolo dell’estetica, delineata in aula.


Bibliografia

D. Le Breton, Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi, Raffaello Cortina, Milano 2006; E. Haulotte, Le concept de croix, Desclée, Paris 1991; D. Marguerat, La Risurrezione. Un percorso di vita, Claudiana, Torino 2023; M. Merleau-Ponty, Il visibile e l’invisibile, Bompiani, Milano 1994; M. Richir, Phénoménologie en esquisses. Nouvelles fondations, Millon, Grenoble 2000 ; H. Schlier, Sulla Risurrezione di Gesù Cristo, Morcelliana, Brescia 2023; J.-P. Sonnet, Generare è narrare, Vita e Pensiero, Milano 2015.