Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-26TB04 |
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Corso Integrato
| Teologia biblica N.T. - II |
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Docenti
| Doglio Claudio |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 2° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova Orale |
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Metodo di Insegnamento
| Didattica formale/lezioni frontali |
Nel Vangelo secondo Giovanni ricorre cinque volte il vocativo “Donna” (in greco: gýnai), utilizzato da Gesù per rivolgersi a significativi personaggi femminili che caratterizzano la vicenda narrata. La prima ricorrenza riguarda la madre, nel contesto dell’archetipo dei segni compiuto a Cana di Galilea durante una festa di nozze, in quanto modello simbolico dell’opera realizzata dal Messia. Giovanni non la chiama per nome, ma la indica solo col titolo di funzione per mostrare in lei la figura simbolica del popolo fedele che attende il Messia, lo accoglie e crede in lui: la parola rivolta alla madre – «Che cosa a me e a te, donna?» (Gv 2,4) – costituisce l’indizio simbolico per evocare la donna-sposa di Dio. Gesù chiamerà di nuovo «Donna» sua madre dalla croce, per dirle: «Ecco tuo figlio» (19,26); ma si rivolge così anche alla Samaritana (4,21), all’adultera (8,10) e a Maria di Magdala (20,15) il mattino di Pasqua; ogni volta questo vocativo compare in episodi importanti che richiamano l’ora e il compimento della salvezza. Perciò lo studio esegetico delle pericopi, in cui tali figure compaiono, permetterà di riconoscere un simbolico filo narrativo che tratteggia il rapporto del Messia con diverse situazioni dell’umanità. Un’analoga connotazione simbolica è ancora più evidente nell’Apocalisse, in cui i simboli femminili dominano l’ultima parte dell’opera, a partire dal capitolo 12, che presenta il primo grande segno come una donna, figura simbolica ricchissima e molteplice, evocatrice della relazione personale che l’umanità ha con Dio. Compaiono poi «la donna prostituta», qualificata come Babilonia (c. 17), e infine «la donna sposa» (c. 21), definita la nuova Gerusalemme. La contrapposizione simbolica di queste due donne–città offre una potente immagine apocalittica, che supera una precisa identificazione per assumere un significato universale: la lettura proposta intende collocare il simbolo femminile nel grande quadro di storia della salvezza, per evidenziare come l’evangelista teologo annunci che l’evento pasquale di Cristo ha determinato il superamento della corruzione umana e la sua redenzione.
Il corso propone l’esegesi di alcune fra le pagine più famose della letteratura giovannea in cui sono protagoniste delle donne: attraverso l’interpretazione esegetica si farà emergere il valore simbolico di questi personaggi, sia nel Quarto Vangelo sia nell’Apocalisse, mostrando come le figure femminili vadano al di là dei riferimenti storici per ricoprire ruoli tipici in grado di indicare diversi aspetti dell’umanità in relazione con Dio.
Lo studio teologico del tema sarà effettuato tramite l’esegesi dei brani in questione nel Quarto Vangelo e nell’Apocalisse, con l’intento di riconoscere il filo teologico che collega fra di loro le figure femminili e dedurne un importante messaggio cristologico. La verifica di apprendimento e competenze consiste in un colloquio col docente, basato su una ricerca specifica, condotta personalmente dallo studente.
A. Serra, Contributi dell’antica letteratura giudaica per l’esegesi di Giovanni 2,1-12 e 19,25-27, Herder, Roma 1977; J. Zumstein, Il Vangelo secondo Giovanni (Strumenti, Nuovo Testamento, 72-73), 2 voll., Claudiana, Torino 2017; M.C. De Boer, The Gospel According to John, I, Introduction and Commentary on John 1–6 (ICC), T&T Clark, London 2025; G. Biguzzi, Apocalisse (I libri biblici, NT, 20), Paoline, Milano 2005; C. Doglio, Apocalisse. Introduzione, traduzione e commento (Nuova versione della Bibbia dai testi antichi, 56), San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2012; U. Vanni, Apocalisse di Giovanni (Commenti e studi biblici), Cittadella, Assisi 2018.