Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-26TB03 |
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Corso Integrato
| Teologia biblica N.T. - I |
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Docenti
| Romanello Stefano |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 2° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova scritta e orale |
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Metodo di Insegnamento
| Didattica formale/lezioni frontali |
Le lettere, tra esse molto simili, ai Colossesi e agli Efesini, rispetto alle lettere paoline indisputate, presentano, da una parte, una notevole affinità linguistica, e dall’altra, delle significative novità nella comprensione di alcuni centrali temi teologici. Tale cambio di prospettiva ha fatto avanzare, da parte di molti interpreti (soprattutto a seguito di F.C. Baur e della “scuola di Tubinga”, di cui egli è iniziatore), l’ipotesi della “pseudoepigrafia”, ossia dell’attribuzione delle lettere a dei discepoli di Paolo. Questo ha sovente comportato anche una differenziazione del loro valore, a seconda della pretesa conformità o difformità con ciò che era ritenuto “l’autentico” pensiero paolino, cosicché le lettere sono state intese, di volta in volta, espressione del “paolinismo” o deviazione da esso, sotto l’influsso di tendenze gnostiche.
Condividendo l’ipotesi pseudoepigrafa, il corso si propone di articolare la comprensione di tale fenomeno non sulla base di schematizzazioni forzate, ma di ciò che emerge dall’autotestimonianza delle lettere stesse. Il tema della pseudepigrafia verrà contestualizzato nelle consuetudini letterarie del tempo e infine valutato come indicatore di una incipiente sensibilità canonica.
Il corso si prefigge di: 1) enucleare alcune idee teologiche portanti delle Lettere ai Colossesi e agli Efesini, in modo preferenziale attraverso l’esegesi retorico-epistolare di alcuni loro testi-chiave; 2) raffrontarle, con un procedimento di intertestualità entro il corpus paulinum, con la teologia delle lettere paoline indisputate; 3) abbozzare un incipiente bilancio della questione pseudepigrafa.
Le lezioni saranno frontali, con la possibilità di un ampio dibattito tra i partecipanti. Per l’esame sono previste due possibilità:
A) L’allievo, previo accordo con il docente, prepara un dossier scritto, con discussione della letteratura secondaria, su uno dei brani biblici oggetto del corso, e lo fa giungere al docente sette giorni prima dell’esame. L’esame discuterà tale lavoro, non contemplando in aggiunta domande analitiche su altri brani, ma esclusivamente domande sulle tematiche generali.
B) Modalità tradizionale: l’allievo si prepara su tutti i temi, senza redigere a di scritto. Le domande saranno a scelta del docente, e verteranno sull’intero programma.
M. Gese, Das Vermächtnis des Apostels. Die Rezeption der paulinischen Theologie im Epheserbrief (WUNT/2 99), Mohr Siebeck, Tübingen 1997; D.G. Meade, Pseudonymity and Canon. An Investigation into Relationship of Authorship and Authority in Jewish and Earliest Christian Tradition (WUNT 39), Mohr, Tübingen 1986; B.M. Metzger, Il Canone del Nuovo Testamento, Paideia, Brescia 1997; R. Penna, Anonimia e pseudoepigrafia nel Nuovo Testamento. Comparatismo e ragioni di una prassi letteraria, in Rivista Biblica 33 (1985), 319-344; S.E. Porter– G.P. Fewster (eds.), Paul and Pseudepigraphy, Brill, Leiden – Boston 2013; S. Romanello, Intertestualità e memoria dell’apostolo in Ef 3,1-13, in M. Crimella – G.C. Pagazzi – S. Romanello (cur.), Extra ironiam a salus. Studi in onore di Roberto Vignolo in occasione del suo LXX compleanno (Biblica), Glossa, Milano 2016, 875 – 906; ID., La ἐκκλησία nella Lettera agli Efesini. Rassegna critica di interpretazioni e metodologie, «Rivista Biblica Italiana» 71 (2023), 327-346.