Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale

Scheda dell'insegnamento

FTIS - Specializzazione
II  Licenza  
 
Teologia sistematica – II: «Il tempo compiuto della libertà. La questione del corpo spirituale»
Codice del Corso
S-26TS02
Corso Integrato
Teologia sistematica - II
Docenti
Noberasco Giuseppe
Anno di corso
S
Semestre
ECTS
3
Ore
24
Lingua in cui viene erogato il corso
Italiano
Modalità di erogazione del corso
Convenzionale
Tipologia di insegnamento
Non definito
Tipo Esame
Prova Orale
Metodo di Insegnamento
Didattica formale/lezioni frontali

Programma

La questione viene affrontata mettendo in evidenza tre modelli teorici rilevanti che, all’interno della teologia contemporanea, ne hanno offerto in differenti modi la chiarificazione concettuale.

a.  La comprensione del corpo risorto nell’ambito di un’escatologia della trasformazione avente il proprio fondamento nell’agire divino che anticipa nella risurrezione di Gesù ciò che avverrà nella risurrezione di tutti (H. Kessler). La sottolineatura in chiave esclusivistica dell’azione divina e l’accentuazione della discontinuità tra il corpo risorto e il corpo terreno mettono però in secondo piano l’implicazione soggettiva della risurrezione, il suo riguardare la singolarità di ciascuno.

b.  L’irriducibile dimensione singolare del soggetto che il corpo risorto chiama in causa emerge dall’elemento spesso trascurato dalla prospettiva precedente, il suo essere corpo segnato dalla morte. Come sottolineano E. Jüngel e H.U. von Balthasar, la morte non è il semplice passaggio dalla vicenda terrena all’eternità, ma neppure la frattura da cui grazie all’agire salvifico divino l’esistenza è salvata. Ben più radicalmente essa costituisce il rimando dell’uomo alla propria temporalità che ha valenza singolare in quanto determinata dalla nascita e dalla morte. La risurrezione non costituisce quindi il semplice oltrepassamento della morte, ma la piena accoglienza della vicenda che nel tempo l’uomo ha vissuto, di ciò che egli nella propria singolarità è stato.

c.  Il richiamo alla singolarità svolta dalla prospettiva precedente rischia tuttavia di continuare a perpetuare una visione inclusiva del rapporto tra il Risorto e l’esistenza di ciascuno: il corpo spirituale ha il suo senso profondo nell’essere donati a sé, nella propria singolarità, dal Risorto. L’attestazione biblica, con la sua articolazione narrativa (P. Beauchamp) consente un approfondimento più radicale del nesso tra l’evento cristologico e l’esistenza di ciascuno.


Obiettivo

Nel contesto odierno l’enfasi sul corpo mentre si propone di mettere in risalto la concretezza dell’umano, è vissuta e pensata depotenziando ogni riferimento alla singolarità dell’esistenza. Tale depotenziamento è evidente con l’affermarsi di una mistica cosmologica che mette in primo piano la relazione tra corpo e cosmo trascurandone la dimensione temporale. La questione si ripropone a livello teologico dove la riflessione escatologica riconosce nel riferimento al corpo risorto la possibilità decisiva di superare ogni approccio astratto al compimento definitivo dell’uomo. La confessione della risurrezione dei corpi non riguarda prima di tutto una generica sopravvivenza dopo la morte ma, ben più radicalmente, il pieno compimento della temporalità vissuta dall’uomo. Nella teologia contemporanea tale assunto è strettamente connesso alla ridefinizione del definitivo non come l’al di là della vicenda terrena, e neppure come la tensione verso un futuro al di là di ogni presente, ma come l’eschatos, ovvero la determinazione cristologica del tempo. Il tempo dell’esistenza non costituisce né la semplice “prova” in vista di un’eternità intesa come la vera destinazione dell’uomo, ma neppure la tensione verso un regno sempre futuro rispetto al presente. Il corpo risorto in quanto corpo spirituale costituisce così il presupposto ma anche il banco di prova del rapporto definitivo tra l’irriducibilità del tempo di ciascuno e il Risorto. La questione si configura allora come la ricerca di una prospettiva capace di far valere nella sua concretezza la corporeità senza vanificarne la portata in senso puramente formale ed idealistico.


Avvertenze

Il corso si svolgerà tramite lezioni frontali e avrà verifica nell’esame orale finale.


Bibliografia

H.U. von Balthasar, Teodrammatica, Vol V, L’ultimo atto, Jaca Book, Milano 1985; H. Kessler, La risurrezione di Gesù Cristo. Uno studio biblico teologico fondamentale e sistematico (BTC 105), Queriniana, Brescia 1999; E. Jüngel, Dio mistero del mondo. Per una fondazione della teologia del crocifisso nella disputa tra teismo e ateismo (BTC 42), Queriniana, Brescia 2004; M. Epis (ed.), Delle cose ultime. La grazia del presente e il compimento del tempo (Disputatio 29), Glossa. Milano 2020; E. Jüngel, Morte, Queriniana, Brescia 2022; H.U. von Balthasar, Escatologia del nostro tempo. Le cose ultime dell’uomo e il Cristianesimo (BTC 183), Queriniana, Brescia 2017.