Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-26TPSEM |
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Corso Integrato
| Seminario di teologia pastorale |
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Docenti
| Lorenzi Ugo |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 1° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova scritta |
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Metodo di Insegnamento
| Lezioni, Esercitazioni, Seminari |
C’è un versante della catechesi e della pastorale che tende a rimanere un po’ nascosto. Lo chiamiamo recezione, appropriazione, risposta. La Parola di Dio non si accontenta di un viaggio di sola andata. Non cerca dei terminali, ma degli interlocutori. La catechesi, che della Parola fatta carne vuole essere risonanza dentro la vita e i legami, cerca di favorire un viaggio di andata e ritorno, un’educazione più che un addestramento, un’esperienza di reciprocità, con Dio e tra di noi. Il seminario intende esplorare cosa accade quando queste convinzioni si confrontano con il terreno dell’azione. Il campo pratico è una trama instabile, che disattende le aspettative semplicistiche, di cui una è che, se un’idea è corretta, e c’è l’intenzione di realizzarla, questo avverrà. Persuasione più volontà dovrebbero condurre all’esito, o al mancato esito, con l’idea di avere fatto tutto il possibile. Ascolteremo alcuni approcci competenti, antropologici e sociologici, che mettono in luce la qualità sorprendente, umoristica, deviante, drammatica, del campo pratico. Più che presunte difficoltà, privilegiamo l’aspetto divertente di non sapere prima cosa si troverà, che è un altro modo di dire la possibilità di imparare dagli altri e dalle situazioni. Ogni partecipante sceglierà una pratica, che andrà descritta in modo essenziale per ciò che riguarda le sue intenzioni dichiarate, e in modo approfondito su ciò che accade dentro il campo pratico, perché la luce portata dal versante nascosto aiuti l’evangelizzazione ad essere un’azione a pieno titolo.
L’attenzione a ciò che le persone dicono, e fanno, con ciò che dalla Chiesa viene offerto loro, aiuta a non rinchiuderle nel ruolo angusto, e ormai rifiutato, di terminali passivi di una comunicazione a senso unico. E aiuta chi, nella Chiesa, deve anche svolgere il servizio di avviare una comunicazione, di prendere la parola, di spiegare e insegnare, a non chiudersi in un isolamento, compiaciuto o frustrato. Dopo aver osservato alcune prospettive, antropologiche, sociologiche e catechetiche, attente alla faccia nascosta del comunicare della Chiesa, ogni studente sceglierà un’esperienza di catechesi e pastorale.
Obiettivo di apprendimento è aiutarci, tra persone che in modi diversi sono chiamate dalla Chiesa a proporre qualcosa ad altri, ad abitare il campo dell’azione senza presumere di controllarlo. Due componenti di questo, che è un atteggiamento spirituale, sono la conoscenza di prospettive teoriche che prendono a carico la natura complessa delle pratiche, e la familiarità con alcuni metodi, e anche tecniche, a servizio di un approccio aperto a sorprese e inviti a rimettersi in gioco.
Il primo, o massimo i primi due incontri saranno dedicati alla presentazione da parte del docente. A seguire, ogni studente avrà a disposizione un’ora accademica per presentare la propria ricerca, e interagire con le domande e le osservazioni dei compagni.
P. Bourdieu, Il campo religioso, Accademia University Press, Torino 2013; A. Favole, Vie di fuga. Otto passi per uscire dalla propria cultura, UTET, Torino 2018.