Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-26TM03 |
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Corso Integrato
| Morale speciale - I |
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Docenti
| Chiodi Maurizio |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 1° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova Orale |
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Metodo di Insegnamento
| Didattica formale/lezioni frontali |
A partire dal XVI secolo, quando la rivoluzione scientifica pone la questione del metodo (sperimentale), con Cartesio, la filosofia ha cominciato a riflettere sul modo grazie a cui noi conosciamo. Dal canto suo, anche se l’argomento non era sconosciuto alla teologia come intelligenza della fede, fu solo nel XX secolo che essa ha posto l’interrogativo, passando dall’apologetica ad una riflessione sul nesso tra ragione e fede. Nella teologia morale, ci si è limitati a mettere in atto presupposti metodologici non chiariti. Nemmeno nel post-Concilio la questione del metodo viene messa a tema e molti teologi moralisti più “innovatori” si limitarono a recepire il metodo trascendentale.
Il corso si svilupperà in due momenti. In un primo capitolo, si offrirà una prospettiva storica su alcuni snodi dei dibattiti sul metodo in teologia e in particolare in teologia morale: Agostino, con la distinzione tra uti e frui; il dibattito medievale tra la teologia come scientia o sapientia e in particolare Tommaso, con l’assunzione dell’epistemologia aristotelica e le debite differenze tra ratio speculativa e practica; il metodo casistico; il metodo fondato sul duplex ordo di natura e soprannatura; il metodo trascendentale (Rahner, Fuchs); il metodo ermeneutico/trascendentale (Demmer); il dibattito tra morale autonoma e etica della fede; il metodo analitico-epistemologico e il proporzionalismo (Privitera); il metodo fenomenologico (Angelini); il metodo fenomenologico-ermeneutico.
Il secondo capitolo si concentrerà sul metodo fenomenologico-ermeneutico, mostrandone l’irriducibilità a un problema meramente epistemologico. La questione fondamentale sarà, invece, l’ermeneutica dell’esperienza umana, nella sua costitutiva forma etica e religiosa. Su tale sfondo, verranno mostrati alcuni snodi per una teoria della coscienza morale cristiana, considerata nel suo nesso circolare e asimmetrico tra l’anticipazione, inscritta nell’esperienza umana universale, e il compimento cristologico.
Il corso, semestrale, viene proposto nell’ambito della specializzazione in teologia morale speciale e si prefigge di riflettere su una questione che attraversa tutta la teologia morale, da quella fondamentale e quella speciale. Riflettendo in sede conclusiva sul metodo fenomenologico-ermeneutico, si intendono articolare gli snodi critici fondamentali per una riflessione teologica sintetica e sistematica sulla coscienza morale.
Il corso proposto si svilupperà secondo la forma classica delle lezioni “cattedratiche”, volte però a favorire il coinvolgimento, l’interesse e la partecipazione massime degli studenti. Sulle singole questioni, si offrirà un’ampia rassegna bibliografica, nazionale e internazionale, allo scopo di approfondire i testi, gli argomenti o le posizioni degli autori e delle autrici maggiormente stimolanti tanto per la ricerca teologica quanto per l’interesse personale degli studenti.
La verifica del corso consisterà nell’esame, sostenuto a partire dal testo illustrato ed elaborato via via, nel corso delle lezioni.
G. Angelini, Antropologia teologica. La svolta necessaria, «Teologia» 34 (2009) 322-349; M. Chiodi – P.D. Guenzi – M. Martino, La coscienza. Storia del concetto, teologia biblica e questioni teoriche, Studium, Roma 2025; M. Chiodi, La coscienza in prospettiva fenomenologico-ermeneutica, in «Salesianum» 86 (2024) 3, 506-527; K. Demmer, Fondamenti di etica teologica, Cittadella, Assisi 2004.