Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| I-SEMSIST |
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Corso Integrato
| Seminario di sistematica |
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Docenti
| Noberasco Giuseppe |
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Anno di corso
| 4° |
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Semestre
| 2° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| OBBLIGATORIO |
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Tipo Esame
| Prova scritta |
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Metodo di Insegnamento
| Lezioni, Esercitazioni, Seminari |
Il corso verte sulla discussione che impegna la teologia novecentesca sull’antropologia della risurre-zione, ovvero come intendere l’esistenza risorta e quindi quali categorie antropologiche sono più idonee a dire il compimento dell’uomo. Come è noto la svolta cristologica dell’escatologia contemporanea ha sostenuto con forza la necessità di operare un superamento della antropologia tradiziona-le, basata sulla separazione anima-corpo. La salvezza che in Cristo è realizzata per l’uomo è tale poi-ché lo coinvolge nella sua effettività storica. Di fronte a ciò la categoria dell’anima è accusata di pre-supporre una prospettiva in cui l’esistenza è risolta in una dimensione atemporale, avulsa conseguentemente da quel contesto intersoggettivo, su cui invece insiste la narrazione biblica. Se l’affermazione rinvia ad un compito irrinunciabile di ridefinizione delle categorie antropologiche, il rischio insito in essa è tuttavia quello di ricondurre la salvezza unicamente all’iniziativa divina, dimenticando l’attivo coinvolgimento dell’uomo in essa. A partire da qui la categoria dell’anima viene da più parti ripresa, non certo riproponendo il dualismo dell’antropologia moderna, e quindi non se-paratamente dal corpo ma in riferimento ad esso, per portare ad espressione la peculiare modalità per cui il soggetto umano è un tutto. La dinamica dell’esistenza non può infatti essere risolta in una prospettiva univoca e oggettivistica, per cui si rivelano inadeguati sia gli approcci che la risolvono nel dualismo anima/corpo, sia quelli che la leggono come mera coincidenza con la corporeità. Nel proprio corpo l’uomo infatti è sé essendo di fronte al compito di decidersi pienamente per sé. La differenza (non separazione) anima corpo porta al pensiero questo essere coinvolto con sé dell’uomo senza cui la salvezza non trova il suo realismo.
Il corso di carattere seminariale, dopo una presentazione introduttiva del rinnovamento dell’escatologia novecentesca, si impegnerà in un’esplorazione del dibattito novecentesco sull’antropologia della risurrezione. Ci si soffermerà in particolare sulle tre istanze che, all’interno di essa, conducono ad una contestazione della riconduzione della vita eterna al destino dell’anima immortale: l’accentuazione del carattere cristologico della salvezza, la rivendicazione del suo carattere non individualistico e il riferimento al corpo come elemento inaggirabile per l’identità dell’uomo. Si mostrerà come queste tre istanze, pur richiedendo il superamento del tradizionale riferimento ad un’anima separata, necessitino tuttavia di una riflessione sul senso per cui il soggetto è uno. L’unità in gioco con l’uomo non può essere risolta in senso meramente oggettivistico. L’unità dell’uomo è tale poiché chiama in causa quella differenza tra sé e sé grazie alla quale il soggetto è unico. Proprio a tale unicità l’uomo è integralmente rinviato dall’evento salvifico divino che trova in essa il compimento della sua destinazione.
Il corso dopo alcune lezioni di carattere frontale, miranti ad introdurre la questione, proseguirà con interventi seminariali che metteranno in luce le varie posizioni del dibattito novecentesco sull’escatologia, consentendo di operare un confronto critico tra le varie categorie.
K. RAHNER, Il corpo nell’ordine della salvezza, in Teologia dell’esperienza dello Spirito. Nuovi saggi VI, Paoline Roma, 1978; H. U. VON BALTHASAR, Homo creatus est. Saggi teologici V, Morcelliana, Brescia 1991; J. RATZINGER, Escatologia. Morte e vita eterna, Cittadella editrice, 2008. F. SCANZIANI (ed.), Ripensare la risurrezione (Associazione teologica italiana), Glossa, Milano 2009; J. WOHLMUTH, Mistero della trasformazione. Tentativo di una escatologia tridimensionale, in dialogo con il pensiero ebraico contemporaneo (BTC 164), Queriniana, Brescia 2013; M. EPIS (ed.), Delle cose ultime. La grazia del presente e il compimento del tempo (Disputatio 29), Glossa. Milano 2020; P. SEQUERI-D. BONAZZOLI-F. MANZI, E la vita del mondo che verrà, Vita e Pensiero, Milano 2024.