Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| I-FIL10 |
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Corso Integrato
| Filosofia della religione |
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Docenti
| Cornati Dario |
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Anno di corso
| 4° |
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Semestre
| Annuale |
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ECTS
| 6 |
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Ore
| 48 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| OBBLIGATORIO |
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Tipo Esame
| Prova Orale |
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Metodo di Insegnamento
| Lezioni frontali/Esercitazioni |
Scopo del corso è sviluppare una ricerca, critica e teorica, nel campo molto ampio dell’esperienza religiosa del senso, in grado di stimare la qualità etica del sentimento universale del sacro. Molto più che all’analisi delle forme storiche e delle strutture sociali, degli elementi dottrinali e delle forme culturalmente espressive, la nostra attenzione si concentrerà sul principio inconfondibile di quella forma singolare dell’«essere-coscienza» che si accende all’incanto del divino, per poi tradursi in un rapporto, voluto e non subito, affettivo e responsabile con la promessa che il sacro nella sua manifestazione comunica. Comprendere la differenza del logos e la vitalità dell’ethos, alla radice di questa singolare intenzionalità del senso, è un compito stimolante per il sapere della ragione, e non solo per la vocazione della fede, nella convinzione di condividere coi molti il destino dell’identica cittadinanza. In tal senso, una filosofia della religione, educata alla sensibilità della migliore fenomenologia, si distingue da una filosofia religiosa tout court, smarcandosi dalla sua piega abitualmente apologetica. L’attore principale di questa forma dello spirito, che chiamiamo religione, è infatti la donna/l’uomo, la sorella/il fratello, chiamato a diventare interlocutore autorizzato e interprete affezionato di una rivelazione di Dio che si raccomanda per la verità della sua giustizia. E non altro. In vista di questo traguardo, il corso si ripromette di evidenziare il cuore – l’essenza – di questa esperienza costitutiva e universale, identificandola nella pratica effettiva della nominazione di Dio, resa possibile dalla libera comunicazione di quel Nome, che è al di sopra di ogni altro nome. Imparare a pronunciare il nome di Dio, diventando sempre più sensibili al legame confidenziale che quel nome ridesta; prestare la propria passione e la propria intelligenza a trasmetterne il significato originario; custodire con le parole e i segni, le istituzioni e le liturgie, il volto che quel nome raccomanda è, in fondo, «la chiave» dell’esperienza religiosa del senso. A patto, certo, di riconoscere che il nome di Dio, già rivelato agli antichi (Es 3,14-15), è ben altra cosa dalla sua idea, astratta e impersonale: essendo in sé stesso la memoria vitale e la promessa imprepensabile di un legame, che è chiesto ad ognuno di noi di non interrompere. In questo non diversamente dai nostri nomi, il nome di Dio sarebbe l’eco e l’impronta di un vissuto, in cui la grazia del voler-bene ci ha da sempre plasmato. Alla vera e giusta religione il compito, non banale, di renderci familiare questa radice.
Poche domande istruttive possono bastare a fissare gli obiettivi e il tipo di competenza che il corso vorrebbe raggiungere. Cosa contraddistingue l’esperienza religiosa del senso dalle molte forme e dalle molte esperienze con cui l’umano cerca di dare un senso al proprio esistere? Dove si trova l’elemento differenziale e dove la genesi di quel legame affettivamente ed eticamente raccomandabile con Dio, che la religione dovrebbe custodire? Quale ruolo/valore assumono, nell’arco della religione, la parola dell’oracolo e il canone della scrittura, l’atto di creazione e il gesto miracoloso, l’etica del testimone e la voce del martire? E infine: come garantire, dal centro della città secolare in cui abitiamo, una critica religiosa della religione cattiva: vale a dire, una critica del potenziale tragico e distruttivo a cui il mondo delle religioni spesso attinge.
Il metodo di lavoro sarà quello della lezione frontale tenuta dal docente e del contributo personale che ogni studente offrirà attraverso l’esercizio più ospitale dell’ascolto, del confronto e della frequenza costante. Per la verifica delle competenze acquisite è previsto il colloquio d’esame finale in cui si chiede al candidato di affrontare una delle «tematiche maggiori» e di esibire il frutto della lettura del «manuale» indicato.
D. CORNATI, Il nome divino e l’incanto del vivere, EDB (Collana Nuovi saggi), Bologna 2021; D. CORNATI, Il segreto del tuo nome. Un divertimento teologico-letterario, Mimesis, Milano 2024; R. GUARDINI, Religione e rivelazione, Vita e Pensiero, Milano 2001; I. MANCINI, Filosofia della religione, Marietti, Genova 1986; R. OTTO, Il sacro. L’irrazionale nell’idea del divino e la sua relazione al razionale, a cura di A. BONAIUTI, Feltrinelli, Milano 1994; P. SEQUERI, Contro gli idoli postmoderni, Lindau, Torino 2011.