Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-25TM02 |
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Corso Integrato
| Teologia morale fondamentale - II |
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Docenti
| Fumagalli Aristide |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 2° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova Orale |
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Metodo di Insegnamento
| Didattica formale/lezioni frontali |
La logica del corso muove dallo sguardo escatologico sulla condizione definitiva della libertà umana al cospetto di Dio per meglio interpretare e valutare il suo agire storico nel mondo terreno.
Lo sguardo escatologico della teologia morale passa in rassegna i cosiddetti novissimi, a partire dalla morte, patita e agita dall’uomo, che posiziona la sua libertà in modo definitivo nei confronti di Cristo, «resurrezione e vita» (Gv 11,25), e quindi, nell’unità dello Spirito Santo, nei confronti di Dio. A questa definitiva disposizione dell’uomo consegue il giudizio definitivo circa la comunione o separazione dalla Trinità divina, e quindi il conseguimento pieno o la totale perdita della vita eterna. Il conseguimento pieno della vita eterna, raggiunto eventualmente attraverso la purificazione finale del Purgatorio, determina la condizione paradisiaca della vita divina. La perdita totale della vita eterna precipita nella condizione infernale della morte perenne.
Dischiudendo l’orizzonte futuro sull’al-di-là della vita terrena, lo sguardo escatologico della teologia morale induce a meglio scorgere le implicazioni eterne dell’agire morale nell’al-di-qua della storia. Tutt’altro che prive di valore perché semplicemente soggette al relativismo storico, le azioni umane pesano sul destino eterno dell’uomo. La prospettiva della vita eterna e della morte eterna, inducendo la speranza di acquisirla e incutendo la paura di perderla, concorrono nel disporre gli uomini all’opzione fondamentale per Dio mediante le loro singole azioni. In tal modo l’escatologia cristiana promuove un agire morale che, mentre attende l’avvento definitivo del Regno, s’impegna nell’affrettarne la venuta.
«Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?» (Mt 19,16). Il noto dialogo di Gesù con il giovane ricco riferisce l’agire morale a un’eternità che deborda dai confini della vita terrena e rispetto alla quale sarà puntualmente giudicato: nella gloria del Padre suo, infatti, lo stesso Gesù «renderà a ciascuno secondo le sue azioni» (Mt 16,27). Ovviando alla perdita di memoria escatologica, il corso mira a incrementare la competenza teologico-morale mediante l’apprendimento del sen-so e dell’importanza della vita eterna in ordine alla migliore comprensione e considerazione dell’agire morale.
Il metodo di lavoro prevede lo svolgimento del corso da parte del docente attraverso lezioni frontali, che intendono promuovere la partecipazione attiva degli studenti con domande e osservazioni in ordine alle opportune chiarificazioni e agli auspicabili sviluppi della riflessione, e mediante l’indicazione di percorsi tematici e sussidi bibliografici per l’approfondimento personale. L’acquisizione dei contenuti è affidata allo studio personale, che potrà avvalersi della lettura dei testi indicati durante le lezioni. La verifica della competenza appresa durante le lezioni avverrà tramite una prova orale di esame dopo la frequentazione del corso.
A. FUMAGALLI, Spirito e libertà. Fondamenti di teologia morale, Queriniana, Brescia, 2022, 419-438; G. CANOBBIO, Destinati alla beatitudine. Breve trattato sui novissimi, Vita e Pensiero, Milano 2012; J. MOLTMANN, Etica della speranza, Queriniana, Brescia 2011; BENEDETTO XVI, Spe Salvi. Lettera enciclica sulla speranza cristiana, 2007; R. ALTOBELLI – S. PRIVITERA (edd.), Speranza umana e speranza escatologica, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2004; C. ZUCCARO, Il morire umano. Un invito alla teologia morale, Queriniana, Brescia 2002.