Didattica della Facoltà Teologica dell'Italia SettentrionaleScheda dell'insegnamento |
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Codice del Corso
| S-25TB04 |
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Corso Integrato
| Teologia biblica N.T. - I |
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Docenti
| Pasolini Roberto |
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Anno di corso
| S |
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Semestre
| 1° |
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ECTS
| 3 |
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Ore
| 24 |
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Lingua in cui viene erogato il corso
| Italiano |
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Modalità di erogazione del corso
| Convenzionale |
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Tipologia di insegnamento
| Non definito |
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Tipo Esame
| Prova Orale |
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Metodo di Insegnamento
| Didattica formale/lezioni frontali |
Il corso intende offrire una rilettura del secondo vangelo a partire dal suo “reticente” e “impertinente” epilogo (Mc 16,1-8). Gli strumenti con cui si affronterà lo studio del testo marciano sono quelli dell’esegesi biblica, in particolare il metodo dell’analisi narrativa e la recente prospettiva della pragmatica linguistica. In base a quest’ultima disciplina filosofica, un atto di comunicazione (orale o scritto) merita di essere analizzato non solo nella sua valenza informativa («che cosa dice?»), ma anche in quella performativa («che cosa fa?», «che effetto produce?»). Attraverso questi strumenti ermeneutici si inizierà a leggere il racconto di Marco a partire dal suo epilogo (Mc 16,1-8), mostrando come il suo sconcertante finale trovi singolari corrispondenze già nel prologo (Mc 16,1-15). Si esaminerà dunque la cornice del secondo vangelo, cercando di rintracciare in essa quei motivi tematici che la definiscono: 1) l’identità e la missione di Gesù, 2) l’annuncio del Regno di Dio, 3) i destinatari e gli effetti dell’annuncio evangelico. Una volta raccolte queste chiavi fondamentali, per ottenere l’accesso al testo e il congedo dalla sua paradossale funzione pragmatica, si passerà ad analizzare i discorsi di Gesù che, nel secondo vangelo, sono per lo più espressi attraverso il linguaggio parabolico. Le parabole verranno indagate in modo sistematico per verificare come i motivi tematici, colti nella cornice, attraversino in realtà tutta la narrazione. Lo studio dell’intero corpus parabolico marciano offrirà una conferma di come l’evangelista abbia voluto costruire un vangelo teologicamente originale e raffinato, orientato a offrire ai lettori di ogni tempo una narrazione efficace e penetrante del mistero del Regno di Dio.
Il corso intende offrire una rilettura del secondo vangelo a partire dal suo “reticente” e “impertinente” epilogo (Mc 16,1-8). Questo finale aperto, probabile conclusione originale del testo, è coerente con l’intero progetto narrativo e teologico del vangelo marciano, la cui indole prevalente è il paradosso. La scelta di «non concludere» il vangelo con l’ovvietà di un lieto fine corrisponde all’intenzione di comunicare in un modo adeguato la follia e lo scandalo di un Cristo risorto perché crocifisso. Lo studente sarà messo in grado di acquisire progressivamente una comprensione della singolare teologia narrativa del secondo vangelo.
Il corso è pensato come una serie di lezioni frontali. La lettura e la comprensione critica del libro di riferimento è quanto si richiede allo studente per il superamento dell’esame. I testi saranno analizzati facendo anche riferimento all’originale greco.
C. BIANCHI, Pragmatica del linguaggio (Biblioteca essenziale 59), Laterza, Roma 2005; P. FERRARI, I luoghi del Regno. La dimensione «spaziale» nel racconto di Marco, EDB, Bologna 2015; R. PASOLINI, Fallire e non mancare il bersaglio. Paradosso del Regno e strategie comunicative nel Vangelo di Marco, EDB, Bologna 2017; A. REGINATO, «Che il lettore capisca!» (Mc 13,14). Il dispositivo di cornice nell’evangelo di Marco, Cittadella editrice, Assisi 2009; R. VIGNOLO, Una finale reticente. Interpretazione narrativa di Mc 16,8, «Biblica» 55 (1974) 157-167; M. VIRONDA, Gesù nel Vangelo di Marco. Narratologia e cristologia (Supplementi alla Rivista Biblica 41), EDB, Bologna 2003.